Il Simulation Game del CDS raccontato da una delegata

di Giulia Badiali

In data 15 Marzo 2012, ho avuto la possibilità di poter partecipare alla simulazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tenutasi presso l’università Statale di Milano, in Via Conservatorio organizzata dal M.S.O.I. Milano.

Nonostante siano più o meno chiari a molti gli argomenti che il Consiglio di Sicurezza tratta e/o se ne senta spesso parlare, non è altrettanto chiaro come ad esempio le risoluzioni vengano adottate e soprattutto è molto difficile capire i meccanismi che lo caratterizzano. Spesso il Consiglio di Sicurezza ha adottato risoluzioni poco utili o poco chiare, che lasciavano quindi ampio spazio all’interpretazione e ci si chiede quindi come mai non si riesca sempre a raggiungere un accordo per il bene e la sicurezza dei popoli.

Il simulation game ha avuto come scopo proprio quello di chiarire tali meccanismi, le tante regole di procedura e soprattutto ha messo in luce le difficoltà di raggiungere accordi, rispettando il binomio realtà e coerenza alle politiche dei vari paesi. In particolare, come si è visto durante la simulazione, le problematiche maggiori sorgono quando bisogna accordarsi con paesi che, avendo diritto di veto, potrebbero bocciare una proposta vitale per il paese che rappresenti e trovare così compromessi adeguati sempre ovviamente rispettando lo “stay in character” .

Il simulation game ha avuto anche lo scopo di approfondire la questione infinita della Costa d’Avorio, tema appunto della simulazione, paese che da anni ormai è lacerato da una guerra civile e che sembra non riuscire a trovare una soluzione nonostante le tante risoluzioni approvate negli anni passati. Abbiamo avuto così la possibilità non solo di approfondire un tema non sempre ben conosciuto, ma anche di condividere le nostre idee, tramite dibattiti aperti sempre nel rispetto delle regole di procedura, per cercare di giungere ad una soluzione nel rispetto non solo della popolazione ma anche delle principali norme di diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

Consiglio quindi vivamente questa esperienza, anche in futuro, a tutti gli studenti perché ritengo che mettersi in gioco in prima persona sia il modo migliore per imparare non solo a rappresentare un paese ma anche ad ascoltare ed esprimersi nel miglior modo possibile, tutte qualità indispensabili per chi, in futuro, intende intraprendere una carriera internazionale.

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