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		<title>POLITICA E COMUNICAZIONE: cambiamento e ricerca della combinazione vincente per il futuro</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 20:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>msoimilano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno 6 ottobre è stato organizzato, presso la Facoltà di Scienze politiche dell’università di Milano, il seminario “Fast Politics: Nuovi politici, nuova comunicazione politica?” riguardante un tema sempre più complesso ed interessante, le innovazioni della comunicazione politica, analizzando lo scenario attuale ed le prospettive future. Il cambiamento dello scenario è avvenuto soprattutto nell’ultimo decennio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=215&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il giorno 6 ottobre è stato organizzato, presso la Facoltà di Scienze politiche dell’università di Milano, il seminario<strong> “Fast Politics: Nuovi politici, nuova comunicazione politica?”</strong> riguardante un tema sempre più complesso ed interessante, le innovazioni della comunicazione politica, analizzando lo scenario attuale ed le prospettive future.</p>
<p style="text-align:justify;">Il cambiamento dello scenario è avvenuto soprattutto nell’ultimo decennio per la sempre più massiccia evoluzione di mezzi di comunicazione, che stanno fornendo numerosi canali, attraverso i quali poter interagire con il proprio pubblico e veicolare i propri messaggi. Altro punto cardine di questo cambiamento è rappresentato dalla “new generation”, cioè la nuova generazione che sta crescendo con una nuova sensibilità rispetto a quella del passato. Le nuove generazioni che stanno emergendo ora, sono cresciute davanti alla tv, che ha trasformato il DNA della comunicazione politica.</p>
<p style="text-align:justify;">Il cambiamento (“Fast Politics”) che sta avvenendo è una mutazione generazionale e genetica e gli attori di questo cambiamento (es. consulenti politici…) sono molto importanti, perché hanno il difficile compito di interpretare questi cambiamenti e aiutare i politici a concretizzare la loro comunicazione in programmi e in politiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Viviamo un’epoca post-moderna della politica, con un moltiplicarsi repentino dei mass media; tv, digitale terrestre, satellite, canali online, mass media, social network, cellulari, smart phone, che permettono ed esigono un aggiornamento assiduo, in tempo reale, cosa che per la politica è molto difficile controllare.</p>
<p style="text-align:justify;">La politica richiede una visione più di lungo periodo, ma i mass media hanno aumentato la velocità delle informazioni, creano un gap sempre più crescente rispetto alla politica e alla sua tempistica.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi la comunicazione deve essere permanente, sia in tempo di elezioni, sia durante il mandato, perché bisogna essere sempre pronti e alla ricerca di consolidare il consenso esistente e rafforzarlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa frammentazione sempre più massiccia dei mezzi di comunicazione porta a sua volta ad una frammentazione del pubblico, che è sempre più vario ed i messaggi di conseguenza vanno indirizzati a gruppi sempre più diversi e numerosi.</p>
<p style="text-align:justify;">Per tutti questi motivi, per i politici le difficoltà sono crescenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel futuro ci aspetteranno campagne più incentrate sui candidati, caratterizzate dallo story telling; il cosiddetto navigator &amp; communities che consiste nella ricerca diretta degli elettori, scovandoli, recandosi fisicamente da loro e dare un messaggio che susciti il loro interesse (comunità di interesse), quindi effettuare un Microtargeting. Ultimo e fondamentale punto è l’importanza di suscitare emozioni per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più ampio.</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa ne pensate di questo cambiamento che mette sotto pressione la politica di oggi? Riusciranno i politici ad adattarsi a tutto questo e cosa ne pensate dell’influenza dei mass media nella politica?</p>
<p style="text-align:right;"><em>Roberta Mantegazza</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://msoimilano.wordpress.com/category/uncategorized/'>Uncategorized</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/215/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=215&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Muro di sicurezza o d&#8217;apartheid?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 01:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neliana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Al fatah]]></category>
		<category><![CDATA[Betlemme]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[muro palestinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Berlin 1989 – Palestine? Una delle tante scritte che è possibile notare subito dopo aver passato uno dei numerosi Checkpoint che affollano tutto il territorio palestinese e parte di Gerusalemme, scolpita proprio davanti agli occhi di chi oltrepassa quella “Linea verde”, che un tempo doveva tracciare il confine del territorio palestinese. Ormai è diventato il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=157&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img style="margin-top:10px;margin-bottom:10px;" title="027" src="http://neliana.files.wordpress.com/2009/09/0271.jpg?w=375&#038;h=500" alt="027" width="375" height="500" /><img style="margin-left:20px;margin-right:20px;" title="050" src="http://neliana.files.wordpress.com/2009/09/050.jpg?w=303&#038;h=227" alt="050" width="303" height="227" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em><span style="text-decoration:underline;">Berlin 1989 – Palestine?</span></em></p>
<p style="text-align:justify;">Una delle tante scritte che è possibile notare subito dopo aver passato uno dei numerosi Checkpoint che affollano tutto il territorio palestinese e parte di Gerusalemme, scolpita proprio davanti agli occhi di chi oltrepassa quella “Linea verde”, che un tempo doveva tracciare il confine del territorio palestinese. Ormai è diventato il simbolo della vergogna, oltraggio alla dignità di ogni uomo e di ciascuna “Carta Fondamentale dei Diritti dell&#8217;uomo” stipulata negli ultimi secoli. Per gli israeliani è uno “strumento di sicurezza”, grazie al quale negli ultimi anni sono diminuiti gli attentati, per i palestinesi invece quel muro simboleggia la loro presunta “inferiorità” rispetto ad un&#8217;altra razza; uno di loro mi ha confidato che vorrebbe svegliarsi un giorno, aprire la finestra e non vedere più quello scempio che impedisce l&#8217;accesso per i palestinesi a qualsiasi città israeliana se non si è muniti di uno speciale permesso, e solo dopo un&#8217;opportuna registrazione delle impronte digitali. Un&#8217;altra palestinese cristiana di Bayt Sahur si commuoveva raccontandomi di quanta invidia prova vedendo i pellegrini di tutto il mondo che vanno a pregare in Terra Santa e per lei, che ci vive, è assolutamente impossibile visitare o pregare a Gerusalemme.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-157"></span></p>
<p style="text-align:justify;">La storia e la geografia tutte ci insegnano che dove si affermano squilibri economici, come nel caso palestinese la cui economia è tuttora ancorata a quella israeliana, si attivano una serie di tensioni politiche e sociali; il muro, infatti, impedisce una libera circolazione e alimenta per contro il consenso verso le frange dell&#8217;estremismo più intransigente ed è di questo che Hamas si nutre, almeno nella striscia di Gaza. Al mio arrivo a Betlemme l’impatto è stato forte, ritrovandomi davanti agli occhi una città circondata da militari, uomini armati e soldati; mi è stato spiegato che la forte presenza della polizia palestinese era dovuta al Congresso di Al Fatah per decretare il nuovo leader. Tra i favoriti figuravano: Mohammed Dahlan, ex &#8220;ras&#8221; di Gaza, avversario di Arafat con molti legami con Israele poi posto come possibile successore del riconfermato Mahmud Abbas; l&#8217;altro concorrente, l’ex premier Ahmed Qureia, è stato sconfessato a causa del suo sfacciato arricchimento con la vendita di cemento usato da Israele nella costruzione degli insediamenti, mentre Marwan Barghuti incarcerato da Israele, eletto al Comitato centrale, resta il più popolare leader di Al Fatah. Quando chiedi ai palestinesi cosa ne pensano di Al Fatah, rimani perplesso per la divisione netta fra gli oppositori, che lamentano il fatto che Al Fatah in realtà continua ad arricchirsi senza far nulla, e i fiancheggiatori a cui piace il riconfermato leader, che credono che in questi ultimi decenni tanto è cambiato, sia a Betlemme che a Jenin, due città famose per la incredibile resistenza durante le due “intifada” contro i soldati israeliani.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che si percepisce palesemente tuttavia, è la paura degli israeliani, basta vivere almeno una volta l&#8217;avventura di prendere un aereo da Tel Aviv, e i controlli/interrogatori paradossali che si è costretti ad assistere, che ricordano alcune scene dei film che raccontano l&#8217;Olocausto. Ciò che realmente è sconvolgente ai controlli aeroportuali, è quel numero (da 1 a 6) che ti affibbiano dopo un interrogatorio, che decreta il tuo grado di pericolosità stabilito dall&#8217;umore più o meno storto di chi ti giudica in quel momento; questo adesivo viene appeso ovunque, te lo ritrovi pure addosso come uno dei tanti segni distintivi che contraddistingueva ciascun ebreo nei campi di concentramento. I palestinesi tuttavia sono ormai avvezzi a questo tipo di trattamento di sfavore, basta osservare come guardano i turisti ai checkpoint, quando loro sono costretti ad attendere file estenuanti per uscire da Betlemme e invece i turisti, per il semplice fatto che sono “turisti” hanno un passaggio dedicato. Fintanto che ci sarà un filo di speranza, si continueranno a fare summit di Al Fatath per cercare di creare uno Stato palestinese e uno israeliano; uno stato unico sarebbe la scelta logica, lo pensano anche i palestinesi, ma sono altrettanto consapevoli che gli israeliani, una soluzione del genere non la accetteranno mai, dato che per come stanno le cose adesso scaturirebbe una vera e propria guerra civile e quel territorio non è più in grado di sostenere una nuova Intifada.</p>
<p align="right">Neliana Pollari</p>
<p align="right">
<p style="text-align:right;">Ringrazio l’<strong>Associazione Amal</strong> per la preziosa opportunità che mi ha offerto</p>
<p style="text-align:right;"><strong> </strong><img class="alignnone" style="margin-left:10px;margin-right:10px;" title="IMG_0216" src="http://neliana.files.wordpress.com/2009/09/img_0216.jpg?w=357&#038;h=267" alt="IMG_0216" width="357" height="267" /><strong><img title="IMG_0076" src="http://neliana.files.wordpress.com/2009/09/img_0076.jpg?w=277&#038;h=207" alt="IMG_0076" width="277" height="207" /></strong></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<br />Pubblicato in: Politica Internazionale Tagged: Al fatah, Betlemme, Israele, muro palestinese, Palestina <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/157/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/157/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=157&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Questione di prospettiva</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 12:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Neliana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[=          “Il problema del burqa non è una questione che investe la religione ma la dignità delle donne: è il simbolo di asservimento e sottomissione”. Così Nicolas Sarkozy in un discorso definito “un momento importante” dallo stesso presidente francese intervenuto di fronte alle due camere del parlamento riunite a Versailles, ha affermato che “il burqa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=146&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-full wp-image-149" title="burqa_afg_s" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/07/burqa_afg_s1.jpg?w=500" alt="burqa_afg_s"   /> <strong> =          <img class="alignnone size-full wp-image-151" title="ishot-21" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/07/ishot-212.jpg?w=500" alt="ishot-21"   /></strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>“Il problema del burqa non è una questione che investe la religione ma la dignità delle donne: è il simbolo di asservimento e sottomissione”. Così Nicolas Sarkozy in un discorso definito “un momento importante” dallo stesso presidente francese intervenuto di fronte alle due camere del parlamento riunite a Versailles, ha affermato che “il burqa non sarà mai il benvenuto nella nostra repubblica francese”, “non è un problema religioso, ma di libertà”.<br />
Il discorso ha scosso l’opinione pubblica islamica e diviso quella francese, poiché il problema di tolleranza di questo  “strumento infernale”, secondo le opinioni essenzialmente occidentali, traccia un incerto confine fra spirito di tolleranza, integrazione e difesa dell’identità nazionale minacciata, e anche fra obbligo e scelta, come ha ricordato in parecchie occasioni l’iraniana premio Nobel Shirin Ebadi.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span id="more-146"></span><br />
Il burqa è in realtà un problema antico quanto l’indumento stesso, derivato da una lettura quasi ai confini dell’irreale, proveniente dalla reintroduzione a pieno titolo della sharīa, in cui le norme del Corano sono interpretate e applicate in maniera più rigida e rigorosa. E’ proprio lì che le donne non vivono una situazione egualitaria in termini di libertà, e sono considerate a un livello inferiore rispetto all’uomo, secondo il principio guida che stabilisce che gli uomini sono preposti alle donne “perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle”. Un occhio non eccessivamente troppo critico potrebbe carpire i forti limiti derivanti da affermazioni del genere, e inoltre quanti diritti  assol</em>uti <em>sanciti dalle supreme Carte dei diritti fondamental</em>i<em> si stanno ledendo, giacché mettono in discussione la parità tra sessi sancita proprio dalla Dichiarazione Universale, ma </em>in effetti <em>st</em>ilate da prospettive occidentali<em> </em>in netta contrapposizione con la loro visione<em>. </em><em>E’ </em><em> </em><em>comunque </em><em>i</em><em>nutile dire che il burqa è il connubio perfetto fra simbolico e paradossale dal nostro punto d</em><em>i v</em><em>ista</em><em>: in pratica la donna, finché rimane in famiglia è sottoposta all’autorità del padre e dopo, quando si sposa, passa sotto l’autorità del marito. A complicare le cose è il versetto 31 della sura della Luce che prescrive che “le credenti abbassino gli sguardi e custodiscano le loro vergogne, non mostrino troppo le loro parti belle ad altri che agli uomini della famiglia e non battano i piedi sì da mostrare le loro parti nascoste”. Secondo un’usanza che è precedente al Corano questo versetto proibirebbe alle donne di mostrare il volto e quindi avrebbe giustificato l’uso oggi in certi Stati islamici di vesti che coprono interamente il viso e circa il divieto altresì di ballare in pubblico.<br />
Ma secondo il famoso islamologo Bernard Godard “alcune sono obbligate, ma per lo più lo fanno volontariamente”, ed è proprio lì che sta la difficoltà della materia: è così netta la linea che separa la costrizione dalla libera scelta?</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Casi d’imposizioni, violenze e intimidazioni sono, in effetti, purtroppo molto frequenti, tanto che proprio la nostra legge in previsione di ciò recita: “In Italia non si pongono restrizioni all’abbigliamento della persona, <span style="text-decoration:underline;">purché liberamente scelto</span>, e non lesivo della sua dignità”. Non c’è che dire, il concetto sembra esaustivo ma non completamente, infatti, quello del burqa è un vero e proprio vaso di pandora. Si parla sempre d’immagine, anche nel caso delle occidentali scaraventate in copertina senza veli, ove </em><em>imposto</em><em>, </em><em>alla mercé di un mercato che è paragonabile quasi a quello strumento maledetto che è il burqa: non si tratta sempre d’immorale fanatismo? Non c’è differenza quindi tra le occidentali e le afgane, siamo comunque schiave dell’immagine che l’uomo ha di noi con l’unica differenza che il talebano non ha una vera e propria immagine della donna: a lui basta solo cancellarne l’immagine attraverso quell’indumento tanto criticato da Sarkozy che lede la dignità, mortifica il corpo della donna, costringendola a vergognarsene. Nella prospettiva occidentale invece, a muovere è semplicemente un mercato fanatico che tratta la donna come la merce di scambio</em><em>,</em><em> che la costringe il più delle volte a calpestare la sua dignità per qualche briciolo di visibilità. Dunque le protagon</em><em>i</em><em>ste</em><em> provengono da due schieramenti culturalmente diversi, ma la trama sostanzialmente è la stessa!</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Nel</em>iana Pollari</p>
<br />Pubblicato in: Politica Internazionale Tagged: afghanistan, burqa, dignità, donna, occidente, oriente, Sarkozy <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/146/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=146&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>PAKISTAN: UN NUOVO FRONTE NELLA GUERRA AL TERRORE</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 18:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>msoimilano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-138" title="Pakistan_ctry_map1_L" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/06/pakistan_ctry_map1_l.gif?w=239&#038;h=300" alt="Pakistan_ctry_map1_L" width="239" height="300" />Dal 26 aprile scorso è in atto un’offensiva dell’esercito pakistano nella <em>North West Frontier Province </em>(N.W.F.P.), regione al confine con l’Afghanistan, a causa del susseguirsi di sempre più numerosi e sanguinosi attacchi terroristici dei talebani. Da febbraio, infatti, si sono intensificati gli attacchi sia alla popolazione civile sia ad organi di polizia, nonostante il fatto che proprio a febbraio, in seguito alla sconfitta dell’esercito inviato per contrastare l’attività dei miliziani, sia stato firmato un accordo tra il governo della zona e i talebani. Tale accordo, se da una parte garantiva al governo il “cessate-il-fuoco” generale, dall’altra concedeva l’applicazione della legge islamica, <em>sharia</em>, nei tribunali della regione; come risposta alla violazione dell’accordo, il governo centrale ha disposto un attacco in grande stile: in proporzione dieci soldati per ogni miliziano.</p>
<p>In tutto ciò però Islamabad non ha pensato alla popolazione civile che abita quei luoghi: sono state predisposte delle tendopoli per i rifugiati, ormai arrivati a circa 2.5 milioni, ma queste hanno dei seri problemi organizzativi e logistici: mancano viveri, spazi all’ombra, e soprattutto non possono contenere tutti i profughi e per entrarvi è necessario ottenere un permesso speciale che viene dato da un solo funzionario, quindi all’entrata dei campi si assiste a file immense. Si sopravvive soprattutto grazie ad aiuti forniti dal resto della popolazione: l’UNHCR ha comunicato che “un donatore privato ha fornito farina, zucchero, spezie, tè, legumi e sciroppi, per aiutare circa 2400 persone” e che “una donna si reca ogni fine settimana da Islamabad a Mardan per portare il denaro che raccoglie dai suoi amici nella capitale”.</p>
<p><span id="more-137"></span></p>
<p>La stampa locale attacca il governo centrale su più fronti: prima di tutto per quanto riguarda la disorganizzazione nella gestione dell’emergenza rifugiati, facendo presente da una parte che tutto ciò si sarebbe potuto evitare evacuando la popolazione locale prima dell’inizio dell’offensiva militare, dall’altra ricordando le persone, tra le 10 mila e le 20 mila, che sono intrappolate nella zona di guerra e che non riescono ad andarsene perché non hanno i mezzi (sempre secondo l’UNHCR il prezzo di un biglietto per andare da Mingora a Mardan in autobus è triplicato) o perché non ci sono più gli autobus di collegamento, e ipotizza che il malcontento generale, in crescita, possa finire con l’accrescere sia il potere sia le fila dei miliziani.</p>
<p>Questa guerra rientra anche nella nuova strategia americana per risolvere la guerra in Afghanistan, la <em>AfPak strategy</em>, che prevede la regionalizzazione del conflitto, nel senso di coinvolgere nella lotta al terrorismo i paesi confinanti con l’Afghanistan, e, in particolar modo, lo stesso Pakistan, dato che i confini tra i due paesi non sono sicuri e il passaggio di taliban da una parte all’altra avviene con molta frequenza (è recente la notizia che secondo l’intelligence americana Osama bin Laden ora si nasconderebbe in Pakistan). Il comandante in capo dell’esercito americano in Afghanistan, il Generale Petraeus, nei giorni scorsi si è segretamente recato ad Islamabad per rassicurare il governo pakistano, preoccupato che l’eventuale incremento delle truppe USA in Afghanistan, come auspicato dal Presidente degli Stati Uniti Obama, possa far aumentare il passaggio della frontiera tra i due Paesi da parte dei miliziani. Il Gen. Petraeus ha garantito, inoltre, un fondo di 700 milioni di dollari annui fino al 2013 a disposizione del governo di Islamabad per la lotta al terrorismo.</p>
<p>Particolare scalpore ha destato la nuova iniziativa del Pakistan, finanziata anche con il fondo statunitense, di mettere una taglia sulla testa dei più influenti leader talebani (sulla testa di Maulana Falzullah, capo di <em>Tehreek-e-Nafaz-e-Shariat-e-Mohammadi</em>, il gruppo fondamentalista islamico più attivo nella N.W.F.P., è stata posta una taglia di 5 milioni di rupie, presto salita a 50, all’incirca 500 mila euro) suscitando particolari timori sulla sicurezza dei delatori, che, se non adeguatamente protetti dal governo, rischiano la vita.</p>
<p>La guerra ai talebani è da vincere a tutti i costi, come ha sostenuto anche l’amministrazione Obama, attraverso Hillary Clinton, la quale, in missione a Baghdad, ha detto “Una vittoria taliban sull’esercito pakistano è troppo spaventosa per essere presa in considerazione”. È da ricordare, infatti, che il Pakistan ha tra i 60 e i 100 ordigni atomici, e “se i fondamentalisti islamici se ne impadronissero, l’India si sentirebbe minacciata e non resterebbe a guardare. Come escludere una guerra terribile, forse atomica?” ha concluso Richard Perle, ex sottosegretario alla Difesa durante l’amministrazione Bush. Per questa ragione bisogna garantire ad Islamabad mezzi finanziari e militari idonei per combattere i taliban e nel contempo aumentare la pressione sul governo perché si attivi nella lotta al terrorismo, cosa che per ora non ha voluto, più che potuto, fare. Il tema dell’<em>AfPak</em> è al centro del G8 dei Ministri degli Esteri in in corso in questi giorni a Trieste, dove si sta cercando di trovare una soluzione condivisa.</p>
<br />Pubblicato in: Politica Internazionale Tagged: AfPak, guerra al terrore, Pakistan, Politica Internazionale, Swat, taliban, USA <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/137/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=137&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ordine Internazionale, quale futuro?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 20:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>msoimilano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presto, molto prima di quanto potevamo prevedere sino a qualche mese fa, ci ritroveremo in un mondo non più semplicemente guidato dalla leadership americana. La crisi ha impresso una forte accelerata a processi di cambiamento che già erano in essere, e le conseguenze, soprattutto per noi europei, sono tutte da valutare. Questo è quanto emerso, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=111&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_132" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-132" title="GDP Wealth" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/06/169.png?w=300&#038;h=147" alt="Territory size shows the proportion of worldwide wealth, that is Gross Domestic Product based on exchange rates with the US$, that is found there." width="300" height="147" /><p class="wp-caption-text">Territory size shows the proportion of worldwide wealth, that is Gross Domestic Product based on exchange rates with the US$, that is found there.</p></div>
<p style="text-align:justify;">
Presto, molto prima di quanto potevamo prevedere sino a qualche mese fa, ci ritroveremo in un mondo non più semplicemente guidato dalla leadership americana. La crisi ha impresso una forte accelerata a processi di cambiamento che già erano in essere, e le conseguenze, soprattutto per noi europei, sono tutte da valutare.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo è quanto emerso, in prima approssimazione, dalla dotta lezione-conversazione tenuta da <a title="Angelo Panebianco" href="http://didattica.spbo.unibo.it/bologna/dipartim/dist/persone/panebianco.htm" target="_blank">Angelo Panebianco</a> in occasione del quarto ed ultimo incontro di “<a title="Economia e Società Aperta" href="http://www.economiaesocieta.org/" target="_blank">Economia e Società Aperta</a>” (forum organizzato dal tandem Università Bocconi Corriere della Sera).<span id="more-111"></span>Il Prof. Panebianco, con un esercizio di immaginazione -come ha tenuto a precisare-, ha lanciato lo sguardo oltre l&#8217;attuale congiuntura provando a tratteggiare quello che sarà lo scenario internazionale prossimo venturo. Molti gli spunti di riflessione interessanti, non solo per chi come <a title="M.S.O.I." href="http://msoimilano.wordpress.com/">noi</a> ha fatto delle relazioni internazionali materia di studio nonché aspirazione professionale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il mondo in cui abbiamo vissuto dalla fine della guerra fredda in poi è stato caratterizzato dalla presenza di quello che viene definito un “egemone liberale”. “Una potenza egemone -ha sottolineato Panebianco- è necessaria per far si che l’economia internazionale si mantenga aperta. L’egemone liberale è colui che si assume il compito di essere architetto e garante del funzionamento del sistema.” Questo ruolo è stato sino ad oggi incarnato, palesemente, dagli Stati Uniti, ma quando questa crisi sarà definitivamente alle spalle l’ordine mondiale sarà ancora garantito e gestito unilateralmente?</p>
<p style="text-align:justify;">Già oggi è possibile osservare come più Paesi stiano concorrendo nel processo di riscrizione delle regole delle istituzioni globali. “Se ciò sarà confermato vorrà dire che andiamo verso un sistema multipolare caratterizzato da una preponderanza americana; ciò renderà necessario per l’America mediare sulle decisioni da prendere” ha sottolineato Panebianco. In altri termini, quello che avremo di fronte non sarò più un mondo asservito imprescindibilmente alla volontà americana. E la velocità accelerata a cui avrà luogo questa redistribuzione del potere all’interno del sistema internazionale dovrà essere attribuita all’effetto “enzima” che l’attuale crisi sta esercitando su dinamiche che già erano in essere.</p>
<p style="text-align:justify;">Senza la crisi ci sarebbero probabilmente voluti decenni perché si completasse il passaggio della Cina dal ruolo di attore emergente a quello di comprimario. Mentre oggi già si guarda all&#8217;economia cinese, capace tuttora di crescere ad un tasso che sfiora le due cifre, come possibile fattore di traino per l&#8217;uscita dalla crisi. Se dunque gli USA saranno ridimensionati nella loro capacità di indirizzo e guida dell&#8217;ordine economico-politico internazionale quali saranno le conseguenze, specialmente per noi europei che siamo soliti accodarci alla linea d&#8217;azione del nostro partner d’oltre oceano?</p>
<p style="text-align:justify;">L’Europa -calca la mano Panebianco- è consumatore netto di sicurezza, e non produttore. Ne consegue che dovremo continuare ad affidarci alla protezione offerta dall’America; tuttavia, se la loro potenza subirà una diminuzione in termini relativi, di riflesso anche la nostra forza risulterà inferiore. Ciò determinerebbe, ad esempio, una diminuzione della capacità europea di negoziare con l’interlocutore russo. &#8220;Quello che stupisce è l’incredibile basso interesse –in Europa- sul proprio ruolo in un mondo che si preannuncia post americano.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Non possiamo che cogliere lo stimolo al dibattito e al confronto su come affrontare il futuro prossimo venturo.</p>
<br />Pubblicato in: Relazioni Internazionali Tagged: Bocconi, Corriere della Sera, egemone, liberale, ordine internazionale, Panebianco, potere <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=111&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Guerra d’etnia o d’indipendenza?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 14:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>msoimilano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Si conclude l’Odissea durata un quarto di secolo in Sri Lanka, con l’annuncio del Presidente Mahinda Rajapaksa, che il Paese «è stato liberato dal terrorismo» e che «non ci sono più minoranze», il «Paese ora è finalmente unificato». La guerra civile iniziata nel 1983 vedeva contrapporsi i ribelli tamil capeggiati dal leader Velupillai Pirapaharan combattenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=63&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-76" style="margin:8px;" title="att_jpg" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/06/att_jpg1.jpg?w=500" alt="att_jpg"   />Si conclude l’Odissea durata un quarto di secolo in Sri Lanka, con l’annuncio del Presidente <strong>Mahinda Rajapaksa</strong>, che il Paese «è stato liberato dal terrorismo» e che «non ci sono più minoranze», il «Paese ora è finalmente unificato». La guerra civile iniziata nel 1983 vedeva contrapporsi i ribelli tamil capeggiati dal leader <strong>Velupillai Pirapaharan</strong> combattenti per l’autonomia della zona nord-orientale dell’isola. Dopo l’indipendenza dalla Gran Bretagna i ribelli hanno subìto decenni di oppressione dalla maggioranza singalese buddista, tuttavia già negli anni ‘90 quella minoranza era considerata una spina nel fianco poiché specializzata in attentati suicidi nei confronti di avversari politici, alti funzionari, oltre a cittadini comuni. Nel 2005 s’afferma alle elezioni presidenziali  Mahinda Rajapaksa, che ha incentrato tutta la sua strategia politica, diplomatica ed economica sull’eliminazione dell’LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam).</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-63"></span></p>
<p style="text-align:justify;">In 37 anni, il conflitto ha causato più di 70 mila morti  anche se in realtà una cifra ufficiale non esiste per misteri che circondano il governo tutto, e per informazioni poco attendibili in quel Paese considerato come l’ “Eden sulla Terra”, fortemente danneggiato da una lotta che non ha visto nessun vantaggio e non ne vedrà almeno per i prossimi decenni se non si realizzerà un rilancio dell’economia, del turismo e della stessa parola “civiltà”; oggi il paese è fortemente militarizzato, il dissenso annientato, l’informazione messa a tacere e neppure la Croce Rossa ha ottenuto il permesso di visitare tutti i campi ove sono rifugiati i civili scappati dal conflitto con le Tigri Tamil nel nord est del paese. ”Noi vorremmo visitare tutti i campi per verificare se le condizioni sono accettabili, se il trattamento è corretto, se alle persone è consentito di rientrare in contatto con i propri gruppi familiari”, ha detto ai giornalisti il presidente della Commissione Internazionale della Croce Rossa, Jakob Kellenberger.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo molti tuttavia, la vera vincitrice della guerra è stata la Cina, che negli ultimi anni è divenuta una grande fornitrice di armi e aiuti, riuscendo persino a bloccare le critiche della comunità internazionale per le uccisioni dei civili e per il non rispetto dei diritti umani e impedendo al Consiglio di Sicurezza di approvare risoluzioni troppo severe contro lo Sri Lanka. In cambio ha ottenuto l’accesso ad un importante porto srilanchese, riuscendo ad appoggiarsi ad un’importantissima rotta commerciale mondiale.</p>
<p style="text-align:justify;">“Se ci sarà un atteggiamento aperto, non vendicativo nei loro confronti, allora vorrà dire che è stata scelta al strada della riconciliazione e della ricostruzione”. Anche se, pare capire dalle parole della Chandra Lekha Shiram, docente alla East University di Londra, giurista, esperta internazionale di diritti umani, “gli organismi sovra – nazionali dovranno stare molto attenti a quello che succede in quelle zone. Ed anche, a come verranno impiegati i finanziamenti che il governo di Colombo chiederà a livello internazionale per il dopo guerra. Comunque non credo proprio che verrà perseguita una politica di “pulizia etnica” in quelle zone del paese dopo la morte del leader dell’LTTE. Sarebbe poco saggio da parte del Presidente Mahinda Rajapakse e contro producente in un momento in cui vengono chiesti soldi all’estero. – risponde Chandra Lekha Shriram – Ma si dovrà stare molto attenti – nel medio, lungo periodo – che non vengano ripristinate le discriminazioni che hanno colpito i Tamil nello Sri Lanka.”</p>
<br />Pubblicato in: Politica Internazionale Tagged: guerra, Misteri, Politica Internazionale, Sri Lanka, Tigri Tamil <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/63/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/63/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=63&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il labirinto del 5+1</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>msoimilano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[AIEA]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel film Spiderman, lo zio Ben dice al giovane supereroe: ” With great power comes greater responsability“. Kenneth Waltz implicitamente era già arrivato alla stessa conclusione quando disse che disporre di armi nucleari comporta soprattutto delle responsabilità (1981). La notizia del lancio del missile a medio raggio Sejil con una gittata di circa duemila chilometri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=41&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-42 aligncenter" title="lane-iran_nuclear_po1" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/06/lane-iran_nuclear_po1.jpg?w=500" alt="lane-iran_nuclear_po1"   /></p>
<p>Nel film Spiderman, lo zio Ben dice al giovane supereroe: ” <strong>With great power comes greater responsability</strong>“. Kenneth Waltz implicitamente era già arrivato alla stessa conclusione quando disse che disporre di armi nucleari comporta soprattutto delle responsabilità (1981).</p>
<p style="text-align:justify;">La notizia del lancio del missile a medio raggio Sejil con una gittata di circa duemila chilometri (in grado di raggiungere dall’Iran sia Israele che le basi Usa nel Golfo) ha sollevato non poche preoccupazioni nell’arena internazionale, costringendo addirittura il Ministro Frattini ad annullare la visita programmata nella repubblica islamica per discutere del tema Afghanistan-Pakistan. L’idea di un Iran nuclearizzato fa orrore a tutti, poichè andrebbe a minacciare una serie di teatri con obiettivi di revisione geopolitica o espansione ideologica e rivoluzionaria, accentuando inoltre le pressioni politiche sui Paesi vicini attraverso atti di sovversione, sabotaggio, terrorismo dovuti a quella spiccata “vocazione al martirio” che contraddistingue lo “Stato-Canaglia” dagli altri.  La Bomba in effetti è strumentale per far uscire  il Paese dall’angolino in cui per ora si trova relegato, imponendo alla politica americana una cautela e una prudenza che gli Usa non hanno già da un po′.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-41"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il lancio è stato seguito con apprensione soprattutto dalla Casa Bianca, preoccupata per una possibile escalation, e per questo il segretario di stato Hilary Clinton ha lanciato un monito spiegando che un Iran in possesso di armi nucleari innescherebbe una corsa agli armamenti in Medio Oriente. La dichiarazione fa intendere che fungerebbe da detonatore in primis per Israele, che già con la &#8220;Dottrina Begin&#8221; si era posto l’obiettivo del mantenimento del monopolio nucleare regionale; da ciò scaturirebbe un conflitto nucleare distruttivo, vista anche la geopolitica dell’Israele: una “lingua” di territorio priva di profondità strategica dentro il quale un solo ordigno riuscirebbe a causare distruzioni immani.  E’ indubbio comunque che la politica di Ahmadinejad è tesa al perseguimento a tutti i costi del nucleare, conscio del fatto che l’unica escamotage per imbrigliare la forza americana è proprio l’acquisizione della “polizza d’assicurazione ” nucleare, condivisa da tutti i fronti e da tutti i governi che si sono susseguiti, convinti che l’Iran in quanto grande civiltà con una lunga storia abbia tutto il diritto d’acquisirlo. E’ importante sottolineare che decisioni risolutive su questo caso spettano ad organi creati ad hoc come l’AIEA (agenzia internazionale per l’energia atomica) o del Consiglio di Sicurezza che non esclude l’imposizione di  sanzioni economiche contro l’Iran: la cosa non avrebbe virtualmente alcun effetto per gli Stati Uniti ma sarebbe un vero e proprio disastro per l’Europa. Gli Stati Uniti hanno mantenuto infatti un embargo economico più che ventennale nei confronti dell’Iran, e quindi oggi come oggi non hanno alcun interesse o coinvolgimento nell’economia del Paese e nello sfruttamento delle sue risorse petrolifere. L’Europa, invece, è largamente dipendente dal petrolio iraniano e ha sfruttato il vuoto lasciato dal ritiro americano per creare una solida rete di sostanziali collegamenti industriali e finanziari</p>
<p style="text-align:justify;">In tutte le storie troppo serie o preoccupanti ci vuole però la comica finale, e in questo caso è stata fornita da Israele, che pretende che l’Iran venga punito dal Consiglio di Sicurezza con il blocco delle esportazioni di petrolio, l’esclusione dai mondiali di calcio e il divieto di viaggi all’estero per i suoi dirigenti. Venendo dai rappresentanti di un Paese che si è sempre rifiutato di firmare il Trattato di Non-Proliferazione, che non ha mai aperto i propri impianti nucleari a nessuna ispezione internazionale della stessa AIEA, in quanto unica potenza nucleare del Medio Oriente, sorge spontaneo dire che tale  richiesta è molto ben piazzata per vincere il campionato mondiale delle Facce di Bronzo.</p>
<p>Neliana Pollari</p>
<br />Pubblicato in: Politica Internazionale Tagged: AIEA, Iran, Israele, Nucleare, TNP <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/41/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=41&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una Nuova Speranza di Pace in Medio Oriente?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>msoimilano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Saad Hariri, leader della coalizione di maggioranza filo-occidentale libanese “le Forze del 14 marzo”, ha  vinto    le elezioni Parlamentari in Libano, ottenendo 71 dei 128 seggi. Il 6 giugno scorso, tre milioni e duecento mila cittadini sono stati chiamati a eleggere il nuovo Parlamento e decidere tra la coalizione ora all&#8217;opposizione, integralista e sostenuta da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=32&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-34" style="margin:8px;" title="Untitled2" src="http://msoimilano.files.wordpress.com/2009/06/untitled2.jpg?w=500" alt="Untitled2"   /><em><br />
Saad Hariri, leader della coalizione di maggioranza filo-occidentale libanese “le Forze del 14 marzo”, ha  vinto    le elezioni Parlamentari in Libano, ottenendo 71 dei 128 seggi.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il 6 giugno scorso, tre milioni e duecento mila cittadini sono stati chiamati a eleggere il nuovo Parlamento e decidere tra la coalizione ora all&#8217;opposizione, integralista e sostenuta da Iran e Siria, e l&#8217;alleanza filo-occidentale, sostenuta da Stati Uniti e Arabia Saudita.<br />
Segnale molto positivo per l&#8217;Occidente, che era abbastanza intimorito da un eventuale vincita da parte di Hezbollah, partito leader della coalizione filo – siriana, alleata con l&#8217;Iran, che invece ha ottenuto 57 seggi.<br />
Un&#8217;eventuale vittoria di Hezbollah sarebbe stata una seria minaccia per gli Stati Uniti e soprattutto per Israele. Infatti, il partito sciita è inserito nella lista nera americana delle organizzazioni terroristiche e temuto da Israele, come sostenuto dal ministro delle Finanze israeliano, data la possibile formazione di una nuova entità iraniana in Medio Oriente, dopo la Striscia di Gaza.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span id="more-32"></span>Yuval Steinitz sostiene: &#8220;L&#8217;Iran sta tentando di prendere il controllo del Libano e la minaccia iraniana guadagna terreno costringendo noi e gli Stati Uniti insieme ai Paesi arabi moderati ad agire&#8221;. Effettivamente, insieme, Stati Uniti e  Israele cooperano per l&#8217;abbattimento delle cellule terroristiche nella regione, nonché per  il contenimento delle mire espansionistiche iraniane in Medio Oriente.<br />
Dunque, il risultato di queste elezioni ha un forte significato per la futura politica estera americana in Medio Oriente, che insieme ad Arabia Saudita e Israele, sta cercando di improntare una politica più pacifica, rispetto alla precedente amministrazione, ma allo stesso tempo per una maggior sicurezza dell&#8217;area.<br />
Il Presidente americano Barack Obama, si congratula con il popolo libanese affermando: “I libanesi hanno dimostrato ancora una volta al mondo il loro coraggio e la forza del loro impegno per la democrazia” e si felicita con il Libano per lo svolgimento pacifico e democratico delle elezioni.<br />
Non sono mancati comunque alcuni dati negativi. In diverse zone ci sono state rimostranze per lo scarso numero di seggi rispetto all&#8217;affluenza, che ha creato lunghe file di elettori, di cui circa 100 mila giunti dall&#8217;estero, in attesa di poter votare. Al di là di ciò, tutto fa sperare in una nuova impronta, più vicina ai valori democratici, nel territorio libanese. </em></p>
<p style="text-align:justify;">Anelisa Starck</p>
<br />Pubblicato in: Politica Internazionale Tagged: Elezioni, Hezbollah, Libano, Poltica internazionale, Sicurezza, USA <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/msoimilano.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/msoimilano.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=msoimilano.wordpress.com&amp;blog=8131209&amp;post=32&amp;subd=msoimilano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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