Pubblicato da: msoimilano | ottobre 22, 2011

POLITICA E COMUNICAZIONE: cambiamento e ricerca della combinazione vincente per il futuro

Il giorno 6 ottobre è stato organizzato, presso la Facoltà di Scienze politiche dell’università di Milano, il seminario “Fast Politics: Nuovi politici, nuova comunicazione politica?” riguardante un tema sempre più complesso ed interessante, le innovazioni della comunicazione politica, analizzando lo scenario attuale ed le prospettive future.

Il cambiamento dello scenario è avvenuto soprattutto nell’ultimo decennio per la sempre più massiccia evoluzione di mezzi di comunicazione, che stanno fornendo numerosi canali, attraverso i quali poter interagire con il proprio pubblico e veicolare i propri messaggi. Altro punto cardine di questo cambiamento è rappresentato dalla “new generation”, cioè la nuova generazione che sta crescendo con una nuova sensibilità rispetto a quella del passato. Le nuove generazioni che stanno emergendo ora, sono cresciute davanti alla tv, che ha trasformato il DNA della comunicazione politica.

Il cambiamento (“Fast Politics”) che sta avvenendo è una mutazione generazionale e genetica e gli attori di questo cambiamento (es. consulenti politici…) sono molto importanti, perché hanno il difficile compito di interpretare questi cambiamenti e aiutare i politici a concretizzare la loro comunicazione in programmi e in politiche.

Viviamo un’epoca post-moderna della politica, con un moltiplicarsi repentino dei mass media; tv, digitale terrestre, satellite, canali online, mass media, social network, cellulari, smart phone, che permettono ed esigono un aggiornamento assiduo, in tempo reale, cosa che per la politica è molto difficile controllare.

La politica richiede una visione più di lungo periodo, ma i mass media hanno aumentato la velocità delle informazioni, creano un gap sempre più crescente rispetto alla politica e alla sua tempistica.

Oggi la comunicazione deve essere permanente, sia in tempo di elezioni, sia durante il mandato, perché bisogna essere sempre pronti e alla ricerca di consolidare il consenso esistente e rafforzarlo.

Questa frammentazione sempre più massiccia dei mezzi di comunicazione porta a sua volta ad una frammentazione del pubblico, che è sempre più vario ed i messaggi di conseguenza vanno indirizzati a gruppi sempre più diversi e numerosi.

Per tutti questi motivi, per i politici le difficoltà sono crescenti.

Nel futuro ci aspetteranno campagne più incentrate sui candidati, caratterizzate dallo story telling; il cosiddetto navigator & communities che consiste nella ricerca diretta degli elettori, scovandoli, recandosi fisicamente da loro e dare un messaggio che susciti il loro interesse (comunità di interesse), quindi effettuare un Microtargeting. Ultimo e fondamentale punto è l’importanza di suscitare emozioni per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più ampio.

Cosa ne pensate di questo cambiamento che mette sotto pressione la politica di oggi? Riusciranno i politici ad adattarsi a tutto questo e cosa ne pensate dell’influenza dei mass media nella politica?

Roberta Mantegazza


Risposte

  1. Penso che le sfide lanciate da questo cambiamento vadano affrontate con serietà dalla classe politica (non solo italiana). I politici, a mio giudizio, devono “adattarsi” ai cambiamenti, ma non nel senso negativo del termine, cioè programmare le proprie mosse e selezionare i propri leader, per “ingraziarsi” i mass media che spesso si fanno portatori di istanze popolari non del tutto legittime; questo non vuol dire però che i media giochino necessariamente un ruolo negativo nello scenario politico. In un’epoca in cui si assiste sempre più ad una disaffezione dei cittadini verso la politica i media possono riattivare (attraverso inchieste o altri strumenti) uno dei ruoli fondamentali del cittadino in una democrazia rappresentativa: il potere di verifica e di controllo dell’operato della classe politica.

    Dal mio punto di vista, prima di discutere su come la classe politica possa sfruttare le opportunità date dai media tradizionali e dai nuovi media sarebbe importante analizzare questi strumenti individuando gli elementi positivi e negativi di ciascuno di essi circoscrivendo l’analisi all’ambito politico.

    Penso che lo strumento più interessante gg sia Internet poichè ha visto uno sviluppo esponenziale ed un’altrettanto esponenziale aumento di utenti in tutto il mondo. Ma che ruolo gioca e potrà giocare nel dibattito politico nazionale ed internazionale? In un sistema che permette potenzialmente a tutti di esprimere la propria opinione(positivo) non si affianca come elemento negativo la confusione in cui la discussione si svolge e l’incertezza dei partecipanti e dei destinatari del messaggio?


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